
Il commercio elettronico B2C (insieme delle vendite effettuate via Internet da siti italiani verso i consumatori finali italiani e stranieri) ha registrato in Italia un tasso di crescita non inferiore del 40% annuo raggiungendo quota 5,3 miliardi di euro.
Di fatto gli investimenti verso l'estero (in particolare UE, USA e Giappone) sono stati pari a 900 milioni di euro. Però l'Italia è ancora distante rispetto a quanto avviene nei paesi stranieri dove l’export on line ha avuto maggior sviluppo e si è rivelato un fattore di accelerazione dell’economia, aprendo nuove opportunità di business, rilanciando importanti settori della produzione e del commercio in mercati prima inaccessibili.
Le stime parlano di vendite al dettaglio nel mondo, sul canale dell’e-commerce di oltre i 300 miliardi di euro, tranne eccezioni, però, le imprese italiane non hanno ancora avviato attività strutturate di promozione e vendita on line, questo anche considerando criticità proprie del nostro Paese quali limiti strutturali che partono dalla scarsa penetrazione di Internet e della banda larga arrivando ai costi e assetti della logistica distributiva.
Inoltre sono segnalati limiti culturali dovuti alla diffidenza degli italiani verso l'utilizzo della carta di credito on line e alla scarsa propensione all'acquisto a distanza.
Passando alle applicazioni B2B (processi interaziendali cliente-fornitore), i progetti in atto nelle nostre organizzazioni riguardano soprattutto aziende di grandi dimensioni.
Le PMI, dal canto loro, possono essere coinvolte attraverso progetti a livello di distretto. In generale le opportunità di crescita competitiva che offrono queste applicazioni sono molte, con interventi sulla filiera indirizzati al miglioramento dei livelli d'integrazione e collaborazione fra i vari soggetti.